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Street Basket : dove nasce e come si gioca

Per molte persone nell’epoca attuale il mondo del basket si collega solamente con una parola formata da tre lettere precise: NBA.

A questo contesto si associano, infatti, i grandi stadi pieni con il parquet che ricopre il rettangolo da gioco ed i contratti milionari che le varie squadre propongono alle stelle internazionali per assicurarsi le loro prestazioni.

Al contempo, però, esiste anche un mondo del basket molto più popolare: quello conosciuto con il termine street basket. Esso, al giorno d’oggi, viene giocato nei campetti di cemento in vari paesi di tutto il mondo.

Da un punto di vista storico lo street basket comincia a diffondersi nei playground americani: i piccoli campi di asfalto che, per lo più, si trovano nelle strade dei quartieri poveri delle grandi città d’oltreoceano. Le regole di questa disciplina sono molti simili a quelle del basket professionale ma ci possono essere anche delle variazioni importanti.

Ad esempio cambia il numero di giocatori: tra professionisti le due squadre contano 5 giocatori a testa. In un campo di street basket ,invece, scendono di solito 6 giocatori totali dando vita ad un incontro di 3 contro 3.

Altra differenza è nella durata di una partita. Nel basket professionale si gioca per 40 minuti suddivisi in 4 periodi di 10 minuti di gioco effettivo ciascuno (12 minuti nella NBA per un totale di 48 minuti). Sui campetti di cemento o asfalto, al contrario, non vi è limite di tempo: si può giocare per pochi minuti ma anche per diverse ore di fila.

Ma la divergenza fondamentale sta negli ideali che stanno alla base delle due discipline. Nello street basket, come si può immaginare, non ci sono certo i contratti milionari o la fama che si può raggiungere tramite le prestazioni fornite. A spingere i giocatori a dare il massimo vi è una pura dose di adrenalina ed un forte spirito di aggregazione.

Nonostante tutto, non sono mancati negli anni alcuni streetballer che sono riusciti a diventare cestisti professionisti dell’NBA. Uno caso che si può citare, per esempio, è quello di Rafer Alston che, però, ha smesso di giocare nel 2012.

Anche in Italia si sta diffondendo sempre di più la cultura dello street basket. Uno degli esempi più famosi è quello legato alla squadra di basket popolare degli All Reds di Roma che, dal 2010, si allena sui campi del centro sociale Acrobax.

Salendo un po’ più di livello, dal punto di vista istituzionale, ricordiamo che nel Belpaese, negli ultimi tempi, si stanno organizzando dei veri e propri tornei di questa disciplina. Ad esempio, la scorsa estate, si è svolta la prima edizione del progetto “Playground Milano League” organizzato dall’ente Scuola Basket Sound in ben nove municipi del capoluogo lombardo.

Secondo le parole di Paolo Avantaggiato, presidente della stessa società organizzatrice, il progetto è partito con un preciso obiettivo: far “rinascere i valori e le regole condivise di uno sport che è nato sulla strada e che per questo è un invito a fare comunità, a stare insieme”.

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